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lunedì 19 dicembre 2016

Step 22 - Il colore nell'architettura

Quando il professore ha svelato l'argomento dello step 22 ovvero l'architettura,non sapevo proprio di che parlare, tutti hanno parlato di architetti famosi come ad esempio quelli provenienti dalla scuola di architettura Bauhaus, io non sapevo proprio cosa descrivere e mi è  venuto in mente Il Salone della Guardia Svizzera all'interno del Palazzo Reale di Torino.

Il salone più imponente del palazzo ebbe  fin dal ’600 funzione di rappresentanza e collegamento delle varie parti dell’edificio:si dipartono la Galleria della Sacra Sindone, con accesso alla cappella, la Galleria delle Battaglie, la scala delle Forbici, geniale creazione di Filippo Juvarra (1720) e la sequenza delle sale di rappresentanza. 
Le pareti, un tempo coperte da parati in cuoio, furono rifinite con stucco lucido ad imitazione del marmo verde di Susa con cui furono realizzati il basamento e i due tavoli a muro al di sotto dei quali si scorgono ancora le bocche di calore utilizzate già nell’800 per riscaldare diversi ambienti .
Vi propongo adesso una foto che ho scattato proprio all'interno lo scorso 1 Dicembre.
P.s: non è proprio il mio colore ma si ci avvicina molto e avevo intenzione di parlarne proprio perchè lo avevo visto dal vivo.




lunedì 5 dicembre 2016

Step 18 - Le arti pittoriche


L’energia nel ritmo continuo ci comunica, in modo quasi fisico, la forza viva che Van Gogh ha trovato tra gli alberi di ulivo; quella forza spirituale che credeva lì assumesse forma “.

Così scrive la National Gallery of Art di Washington riassumendo la serie di dipinti sugli Uliveti di Van Gogh.

Quando nel 1889 realizzò la serie di oli su tela dedicata agli ulivi, Van Gogh era soggetto alla malattia e al tumulto emotivo, ma i quadri sono tra le sue opere migliori. Visse in un manicomio da maggio 1889 a maggio 1890 dipingendo i giardini del manicomio e, quando ha avuto il permesso di avventurarsi al di fuori delle sue mura, gli ulivi vicini, cipressi e campi di grano.
Tra il giugno e il dicembre di quell’anno dipinse circa una quindicina di uliveti, la maggior parte in autunno. I dipinti sull’ulivo hanno avuto un significato speciale per Van Gogh. Per l’artista rappresentano la vita, il divino e il ciclo della vita. I suoi dipinti di raccoglitori di olive dimostrano la relazione tra uomo e natura che raffigura uno dei cicli della vita, la raccolta o la morte. E’ anche un esempio di come gli individui, attraverso l’interazione con la natura, sono in grado di connettersi con il divino.

Autore : Vincent Van Gogh
Titolo : Uliveti
Anno di esecuzione: 1889
Luogo di esposizione: Minneapolis Institute of arts









giovedì 17 novembre 2016

Step 16 : Il colore nel design

"Design significa progetto. Progettare significa gettare avanti, dal latino. Il design è consapevolezza: essere consapevoli del presente e immaginare un futuro.
Il design non è arte. È una disciplina tecnica, scientifica, sociologica e umanistica, anello di congiunzione tra ingegneria, arte, invenzione, stile, produzione, mercato. Ha processi e regole, tecniche e teoriche"
Trovare un oggetto di design riguardante il beige oliva chiaro è stata un'impresa un pò ardua ma girovagando in web e soprattutto nel sito online del museo Moma ho visto questo : 
"The Exquisite Corpe Will Drink the Young Wine"
di Fiona Banner  che rappresenta, da come potete ben vedere, una bottiglia di vetro con etichetta stampata.
Editore :Il vanity press Lonndon.


lunedì 14 novembre 2016

Blind Step 13 - Il fumetto

Il «suicidio» dell'olio extra vergine italiano sul New York TimesUn fumetto denuncia contro la sofisticazione dell’olio d’oliva «made in Italy». Lo ha fatto il New York Times, con una striscia di quindici vignette, firmate da Nicholas Blechman, l'art director del New York Times Book Review che ha utilizzato come fonte il blog «Truth in Olive Oil» gestito da Tom Mueller autore del libro "Extraverginita'" sul mondo dell'olio di oliva. In «Il suicidio dell’extra vergine» si racconta di come l’olio d’oliva venga importato dall’estero (da Spagna, Marocco e Tunisia), mischiato assieme a oli di bassa qualità (il porto di Napoli sarebbe la centrale per l’importazione), quindi sofisticato col beta carotene per camuffare il sapore e venduto come italiano, grazie a leggi troppo permissive. Da parte sua, Coldiretti Toscana non la prende bene, anche perché il 70% dell’Igp prodotto in Toscana e con marchio sicuro, viene venduto negli Stati Uniti: «Le vignette avranno un effetto negativo sull’immagine e sulle vendite all’estero dei nostri prodotti – dice il presidente Tulio Marcelli – purtroppo il New York Times denuncia con forza e con efficacia una situazione che conosciamo bene tutti, politica compresa, ma a cui probabilmente non si vuole dare una risposta chiara».




































domenica 23 ottobre 2016

Step 07 : I colori nel cinema

"I colori sono associati, secondo una nota teoria psicologica, ad emozioni e stati d’animo ben definiti e questo è, da sempre, un concetto sfruttato dalle arti visive per suscitare sensazioni più profonde ed intime nel pubblico."

Il colore nei film: un aspetto che oggi diamo per scontato ma che si è rivelato, invece, una vera e propria conquista per la cinematografia. Fin dal momento in cui è diventato possibile utilizzarlo su pellicola, il colore è diventato infatti un elemento fondamentale del linguaggio filmico. Se in una prima fase il cinema era rimasto in bianco e nero, la possibilità di avvalersi di una tavolozza pressocché infinita di sfumature apriva di fatto una nuova frontiera espressiva per i registi di tutto il mondo. Non semplice decoro estetico, il colore, se utilizzato in maniera espressiva,  poteva infatti  partecipare in maniera decisiva alla storia, aiutando a creare una particolare atmosfera e a sottolineare gli stati d’animo dei personaggi. D’altronde, non ci stupisce che i registi, fin dai primordi, aspirassero ad un mezzo espressivo di tale portata se pensiamo che un precursore come Georges Méliès faceva colorare a mano pezzi di pellicola, intuendo le potenzialità della policromia. Un esempio di questo rapporto così stretto tra cinema e colore rapportato al mio colore Beige oliva-chiaro è Moonrise Kingdom o il film disney Il libro della giungla.


Moonrise Kingdom
Wes Anderson è forse il regista che più di chiunque altro ama il colore e gioca con le più svariate sfumature nella sua filmografia. Famoso per l’utilizzo del rosso e del giallo, riesce a dare spazio anche al verde nel film Moonrise Kingodom – Una fuga d’amore, diretto nel 2012.
Nessuna tonalità, d’altra parte, poteva meglio fare da sfondo ad una storia bucolica e ambientata nella natura incontaminata. Colore tradizionalmente associato proprio alla natura e, in generale, a sensazioni rilassate, il verde si                                                                                        armonizza perfettamente alle atmosfere della                                                                                            pellicola.




Il grafico giapponese Hyo Taek Kim ha sintetizzato i più famosi cartoni animati Disney in dieci strisce con i colori predominanti in ogni film . Per il suo progetto “The Colors of”: ogni immagine è composta da dieci strisce orizzontali, con i colori principali usati nel film.....e tra questi il Libro della Giungla, dove le tonalità predominanti sono proprio quelle del beige oliva-chiaro

lunedì 17 ottobre 2016

Step 05 : I colori nella Musica

E' possibile associare uno stato d'animo, come quello che fanno i cantanti nelle canzoni o gli artisti nei loro quadri o gli scrittori nei loro romanzi, ad un colore.
Noel Gallagher

Ad esempio Noel Gallagher, cantautore e chitarrista inglese componente degli Oasis associa il pop moderno al beige affermando : "Il pop moderno è insipido e senza senso. Non c’è una parola precisa per descriverlo, ma se fosse un colore sarebbe beige."








Oltre ad esprimere delle emozioni, il colore beige compare nel titolo di un album "Black, Brown and Beige di Duke Ellington.
E' un album discografico jazz con la partecipazione di  Mahalia Jackson (cantante statunitense che si dedicò esclusivamente alla musica religiosa tanto da meritarsi il titolo di Regina del Gospel) che si ispira al cammino di emancipazione del popolo afroamericano negli Stati Uniti.
 L'album è la registrazione di una versione riveduta e corretta della suite Black, Brown and Beige composta da Ellington nel 1943 che dopo un responso critico negativo la modificò dividendola in sei sezioni più brevi, con l'aggiunta di Come Sunday e Work Song.
 Il disco venne pubblicato dalla Columbia Records nel 1958.




Tracce:
  • Part I – 8:17
  • Part II – 6:14
  • Part III (aka Light) – 6:26
  • Part IV (aka Come Sunday) – 7:58
  • Part V (aka Come Sunday) – 3:46
  • Part VI (23rd Psalm) – 3:01












Step 04 : I colori nella mitologia

I colori hanno un ruolo fondamentale anche nella mitologia.
Per quanto riguarda il mio colore non ho trovato molto materiale riguardante ciò, pero in compenso ho trovato che l'olivo nella mitologia ha un ruolo fondamentale.


Un mito greco attribuisce ad Atena la nascita del primo olivo che sorse nell'Acropoli a protezione della città di Atene. La leggenda racconta che Poseidone ed Atena, disputandosi la sovranità dell'Attica, si sfidarono a chi avesse offerto il più bel dono al popolo. Poseidone, colpendo con il suo tridente il suolo, fece sorgere il cavallo più potente e rapido, in grado di vincere tutte le battaglie; Atena, colpendo la roccia con la sua lancia, fece nascere dalla terra il primo albero di olivo per illuminare la notte, per mendicare le ferite e per offrire nutrimento alla popolazione. Zeus scelse l'invenzione più pacifica ed Atena divenne la dea di Atene. Un figlio di Poseidone cercò di sradicare l'albero di Atena, ma non vi riuscì, anzi si ferì nel commettere il gesto sacrilego e morì. Quella roccia che resistette era appunto l'Acropoli, dove la pianta dell'olivo venne presidiata dai soldati perchè sacra ai greci. Secondo una leggenda riferita da Plinio e da Cicerone, sarebbe stato Aristeo lo scopritore dell'olivo e l'inventore del modo di estrarre l'olio, all'epoca fenicia. L'olivicoltura era molto diffusa al tempo di Omero; L'Iliade e l'Odissea narrano spesso dell'olivo e del suo olio. Stupenda la descrizione della camera da letto nella quale Penelope accolse Ulisse al suo ritorno, e che Ulisse stesso aveva costruito prima della sua partenza con legno d'olivo.



A Roma l'olivo era dedicato a Minerva e Giove. I romani, pur nella loro praticità di considerare l'olio d'oliva come merce da esigere dai vinti, da commerciare, da consumare, mutuarono dai Greci alcuni aspetti simbolici dell'olivo. Onoravano i cittadini illustri con corone di fronde di olivo, così pure gli sposi il giorno delle nozze; i morti infine venivano inghirlandati per significare di essere vincitori nelle lotte della vita umana. Nell'area islamica molte leggende fanno riferimento all'olivo e al suo prodotto; si ricorda la storia di Ali Babà e i 40 ladroni nascosti negli otri che dovevano contenere l'olio.